La Città degli Angeli che delude, sarà vero?

Arrivati a Los Angeles non avevamo molte aspettative. Di tutte le località che avremmo toccato durante il nostro viaggio on the road, di certo era quella su cui non avremmo scommesso una lira. Ma per spezzare una lancia a favore della città degli angeli mi trovo a dire che  LA è una di quelle città che se non ci vivi non la puoi apprezzare.

E’ forse la città più incasinata che abbia mai visitato, è follia, caos ed è tanta, tanta apparenza. Non avendo un vero e proprio centro ed essendo piatta come una tavola da surf, non offre viste mozzafiato e risulta troppo dispersiva e caotica agli occhi di un turista. Ed è proprio la sua  vastità che l’ha resa un “meltin pot” di culture, lingue e religioni.

Però non bisogna dimenticare che Los Angeles è la città di Hollywood, del lungo mare di Venice Beach, di Beverly Hills e dei famosissimi Studios, e quindi arrivare qua ci ha magicamente catapultato in tutte le serie tv e i film che ci hanno fatto compagnia ogni giorno della nostra vita fino ad oggi.

Detto questo i giorni da noi programmati per visitarla erano due, e dunque sorgerà spontanea la domanda cosa abbiamo fatto e visitato in soli due giorni?

PRIMO GIORNO

Appena arrivati al nostro hotel in Lincoln Blv, abbiamo subito approfittato della sua vicinanza con il distretto di Venice per avventurarsi alla scoperta dei canali artificiali (stile Venezia, da cui appunto prende il nome) in cui è ambientata la famosa serie tv Californication.

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Canali di Venice
Dopo aver ammirato i tanti ponticelli e le deliziose villette in legno ci siamo diretti verso Venice Beach e proseguito la nostra camminata lungo l’ Ocean Front Walk, caratterizzata da negozzi di souvenirs e piste ciclabili.

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Ocean Front Walk
Venice Beach è molto popolata e ricca di vivacità, qui si mescolano giocatori di basket, culturisti, skaters e artisti di strada. Qui si trova la famosa palestra  all’aperto Muscle Beach, dove gli abitanti di LA danno sfoggio dei propri bicipiti, e dove Arnold Schwarzenegger aveva l’abitudine di allenarsi. Nonostante questa zona sia super frequentata durante il giorno e relativamente tranquilla, una volta calato il sole diventa un po’ meno rassicurante, per cui non vi consiglio di andarci in tarda serata.

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Skater a Venice Beach
Ritornando alla nostra passeggiata lungo la Ocean Front Walk, devo confessarvi che la vista di tutte le torrette dei guardaspiaggia mi ha dato quasi la speranza di poter vedere uno dei bellissimi bagnini del telefilm Baywatch, e sicuramente mio marito avrà sperato di vedere una super Pamela Anderson correre con il tipico costumino rosso striminzito …Scherzi a parte, il ritrovarsi su questo famoso lungo mare ci ha veramente dato la sensazione di essere all’interno di un episodio di questa conosciutissima serie, specialmente quando proseguendo lungo la pista pedonale siamo arrivati al celebre Molo di Santa Monica.

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Torrette dei Lifeguards
Il Santa Monica Pier è il più antico molo per imbarcazioni da diporto della West Coast, una lunga passerella arricchita da un luna park vecchio stile, pieno di attrattive, di svaghi e di ristoranti specializzati nella cucina a base di pesce e soprattutto è il posto dove termina la famosa Route 66.

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Santa Monica Pier

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Fine della Route66
Dopo aver pranzato in uno dei tanti chioschi del molo ci siamo rimessi sulla via del ritorno verso la nostra auto e abbiamo avuto la splendida idea di andare a vedere la tanto decantata Walk of Fame sull’Hollywood Blv.  Lo avessimo mai fatto, abbiamo impiegato la bellezza di due ore per raggiungere questa famosa via, rimanendo intrappolati nel terribile traffico di Los Angeles, che non diminuisce mai, infatti non esiste ora in cui le strade di questa città non siano intasate da migliaia di automobili… mamma mia che stress deve essere per i suoi abitanti!

Una volta arrivati c’è stata un po’ di delusione, pur sapendo che fosse un normalissimo marciapiede adibito al transito pedonale, mi sarei aspettata che fosse trattato con più riguardo, invece le mitiche stelle con i nomi dei super famosi vengono calpestate senza alcun ritegno dalle centinaia di persone che vi transitano ogni giorno. Per cui mi sono sentita quasi stupida nel chinarmi tra la folla per scattare la classica foto ricordo accanto alla stella di Matthew McConaughey.

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Walk of Fame
A parte questo l’Hollywood Blv è anche il fulcro della vita cinematografica della città, dato che qui si tengono le prime dei film e su di esso si affaccia anche il Grauman’s Chinese Theater, che ospita le impronte di moltissimi personaggi famosi.

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Dopo aver raggiunto il Dolby Theatre, dove ogni anno si tiene la cerimonia degli Oscar e dopo un po’ di shopping nei numerosi negozi lungo la via, si è fatto tardi, per cui cenetta al volo in un piccolo ristorante tailandese e rientro in hotel.

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Dolby Theatre
SECONDO GIORNO

Data la brutta esperienza col traffico del giorno precedente, ci siamo alzati di buon ora per raggiungere gli Universal Studios, ma nonostante la nostra buona volontà di evitare la ressa di auto sulla freeway che attraversa la città, ci siamo trovati nuovamente imbottigliati in una delle strade con più corsie al mondo, ben otto per lato!

Dopo un paio d’ore abbiamo comunque raggiunto gli Studios per l’orario di apertura del parco e quindi siamo riusciti ad evitare le chilometriche file per comprare i biglietti. L’ingresso è abbastanza caro, circa 80 dollari a testa, ma per ottimizzare il tempo da dedicare alla visita abbiamo deciso di comprare il front line ticket, alla “modica” cifra di 149 dollari a testa. Lo so una pazzia, ma non avendo molti giorni a disposizione da dedicare a LA abbiamo optato per questa soluzione che ci ha permesso di visitare l’intero parco saltando tutte le interminabili file alle attrazioni.

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Universal Studios
Attrazione principale del parco è il Tour in trenino della durata di 40 minuti che ci ha permesso di visitare i set cinematografici all’aperto  come quello di New York, quello di Ritorno al Futuro, il raccapricciante Motel di Psyco, le villete di Wisteria Lane di Desperate Housewives e tanti altri.

Il tour non si è limitato ad attraversare i set esterni, ma ci ha  permesso di immergerci all’interno di vere e proprie scene di film, con tanto di sorprendenti effetti speciali. Da incidenti e incendi dentro la metropolitana di San Francisco, a cambi repentini di clima (bel tempo, pioggia e inondazione), a esplosioni di macchine, fino a penetrare dentro la giungla e ritrovarci nel bel mezzo della lotta fra King Kong e i dinosauri.

Uno spettacolo assolutamente da non perdere è WaterWorld, dove abbiamo assistito ad una riedizione del film con stunt-man professionisti in un set perfettamente ricostruito e molto realistico. Un’osservazione che posso fare è che mi sarei aspettata più spettacoli di questo tipo all’interno di un parco dedicato ai film hollywoodiani ed invece si è rivelato essere più un parco giochi. Ci sono giostre dedicate ai Simpson (The Simpsons Ride), alla Mummia (Revenge of the Mummy The Ride), ai Transformers (Transformers The Ride-3D) e a Jurassic Park (Jurassic Park The Ride).

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A parte questa piccola considerazione gli Universal Studios sono una delle principali attrattive di Los Angeles e per questo non si può non visitarli.

Dopo aver preso parte ad ogni singolo spettacolo e saliti su qualsiasi giostra presente nel parco siamo andati alla ricerca della famigerata Hollywood Sign, che nonostante sia visibile da qualsiasi angolo della città, non è altrettanto facile trovare la strada che vi condurrà ad essa. Infatti dopo aver girovagato inutilmente, pur avendo il navigatore, che non si sa bene per quale motivo non riusciva ad individuare la via giusta, alla fine siamo riusciti a imboccare Canyon Lake Drive che districandosi attraverso delle ville stratosferiche ci ha portato ad ammirare da vicino la mitica scritta, nonché a godere di una spettacolare vista su Los Angeles.

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Hollywood Sign

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Vista su Los Angeles
Soddisfatti di aver visto il simbolo più famoso della città ci siamo messi sulla via del ritorno verso l’hotel ma prima abbiamo effettuato un piccolo pit stop a Beverly Hills, il famoso quartiere della serie tv Beverly Hills 90210, dove abbiamo dato un’occhiata alle lussuose ville con i loro splendidi giardini appartenenti ai facoltosi abitanti della zona.

In questo quartiere si trova Rodreo Drive, la celebre via delle boutique di lusso dove Julia Roberts passeggiava soddisfatta dopo i numerosi acquisti nel film Pretty Woman. La via di per sè non è nulla di entusiasmante, ma magari chissà potreste trovare una delle tante celebrities alle prese con lo shopping.

Terminato questo breve tour nel lusso ostentato siamo rientrati in hotel, non pienamente appagati da questa città ma nemmeno completamente delusi, forse le abbiamo concesso pochi giorni e quindi non abbiamo potuto godere appieno delle attrattive che possiede.

Comunque rimango dell’idea che ogni città ha pregi e difetti e non tutte le persone reagiscono alla loro vista nello stesso modo, per cui lascio ai prossimi visitatori di questa contraddittoria città l’ardua sentenza:

LA città deludente o no?

 

 

 

 

 

 

 

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11 risposte a "La Città degli Angeli che delude, sarà vero?"

  1. Ho sentito pareri discordanti su Los Angeles: spesso chi l’ha vista non ha apprezzato la mancanza di un vero e proprio centro, la presenza costante del traffico… Detto ciò mi rimane comunque la curiosità di un posto che per me è stato una meta da un sogno quando ero ragazzina, ai tempi in cui guardavo Baywatch, Beverly Hill, Melrose Place ecc ecc. E penso proprio che quando ci andrò nemmeno io la troverò deludente 🙂

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  2. Secondo me tutto dipende dalle aspettative e dall’idea di città che ognuno ha. Sicuramente le città americane sono diversissime da quelle europee ed anche all’interno della stessa nazione una città della East Coast sarà differente da una della West Coast, ma come una città del nord Europa è diversa da una del sud. Altro punto fondamentale è la storia di quella determinata destinazione. Ci sono luoghi più vissuti e luoghi più moderni.
    Secondo me per godersi appieno un viaggio od una visita si devono lasciare i pregiudizi ed i paragoni a casa e lasciarsi catturare da ciò che si vive in quel preciso luogo. Magari ci sarà ugualmente una delusione, ma almeno sarà dettata da ciò che si è visto e vissuto e non da ciò che si immaginava.
    Mchan
    Ps: Venice è deliziosa! 😉

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  3. Pur non essendoci mai andato, concordo col tuo dubbio finale. Tempo fa ho letto da qualche parte che in origine Los Angeles era una piccola comunità divenuta in seguito la realtà tentacolare che oggi tutti conosciamo. In effetti leggendo il tuo post mi hai trasmesso la sensazione di vivere in un caos di cemento e traffico, con attrazioni o luoghi da visitare che comunque rimandano inevitabilmente all’immaginario collettivo che ci è stato trasmesso dalle serie tv o dai film.
    Sono rimasto impressionato nel leggere quanto avete pagato per visitare gli Universal Studios e immediatamente ho pensato a quanto siamo babbei noi italiani, se consideriamo il degrado e la crisi in cui versa Cinecittà. In effetti Los Angeles non ha dei punti di riferimento ben identificabili come New York e pensando ai film ambientati nella città californiana, ricordo solo strade enormi e distese infinite di edifici anonimi.. Comunque sia ritengo sempre interessante visitare questi luoghi 😉

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    1. Come al solito noi italiani non sfruttiamo al meglio le nostre attrazioni..né tantomeno ce ne prendiamo cura…
      Comunque Los Angeles non mi ha totalmente deluso..probabilmente perché le mie aspettative erano veramente basse se non addirittura nulle 😉

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  4. io invece sono partita per Los Angeles con molte aspettative, a vederla in tv mi sembrava tutti lustrini e vita mondana invece quando siamo arrivati abbiamo trovato la citta un po spenta, caotica, incasinata con un traffico spaventoso. Però devo dire che Santa Monica e Venice ci sono piaciute molto, a differenza Hollywood la immaginavamo veramente diversa invece oltre alla famosa strada ed al teatro il resto era di uno squallore !! Anche Beverly Hills la immaginavamo diversa. Non sò, Forse avremmo dovuto avere più tempo per viverla di più!

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